L’Argento:
erode e corrode.
Erode: chiede sostegno, rimpiazzo,
chiede vigore
e sprono
e calore
nel genio operante!
Argento:
è a un tempo la speme
e la stizza di vita.
Erosivo e incalzante
si trova sul volto del
bimbo
proteso al sorriso di
mamma felice.
Argento:
si trova nel cuore del vecchio
che tempo gli fugge da
dita socchiuse...
Argento, cattivo:
Napoleone in conquista.
Argento, pregiato, per l'essere onesto
che briga, si disfa,
e proteso protegge il
suo mondo.
Ma cos’è ’ste Argento che freme,
che strizza con fare suadente
ogni poro all'umana conquista?
Aiuta, Argento, la crescita?
Rimpiazza il dolore, le
avverse tensioni?
Rimuove barriere,
problemi,
effrazioni,
con fede senz'altro nel
proprio operato?
Non sempre.
Non sempre la speme raggiunge
la vetta.
Contrasto eccessivo rallenta
gli scopi.
Opposta intenzione dirotta
la meta.
Non sempre, Argento,
produce e mantiene la
vita...
Però, c'è qualcosa
che insegna la storia;
c'è qualcosa che vede
come uscir dall'inghippo.
'Na matrice comune,
lì sul far degli intenti.
C'è una cosa profonda
che riguarda la vita,
c'è la chiave di volta
che risolve la scena.
Non è solo lo scopo, la meta,
il desio, ambizioni, o
quant'altro
potrebbe un umano pensare;
c'è dell'altro: c'è il
modo
che dal giorno d'avvio
procede spedito verso
aneliti lidi
di reconditi passi.
C'è la forza con cui
l'ambizione propaga.
La costanza. Ecco:
l'insistenza che lotta
col tempo.
“Per aspera ad astra.”
rosario bizioli - 7.giugno.1990