

Innaffiavo intento i fiori
dei miei vasi, un giorno,
in cui misi più attenzione
osservando foglie verdi
e rigogliose,
ma anche fili e incroci sconosciuti
portati da chissà
quale ventoso spazio
lì, sul balcone di casa mia.
Fu così che all'improvviso
un bocciolo di incolto sconosciuto,
superando le barriere della specie,
rapito da improvvisa tenerezza
per la pratolina bicolore
che dal giardino piroettava a festa
su verso l'alto in gesto di calore,
mi chiese, in un lume di tristezza,
di consolar, come potevo, dicendo
come e diverso l'amor umano è.
Così, rompendo gli atavici timori,
porse il pensiero ed il silvestre osò.
Trasmisi,
non so se articolando le parole
o pensando un pensiero affine.
Amor, mio caro innesto
fior di germoglio ambito,
è fra gli umani ardori
forse il maggior non so.
Esso ti prende in trappola,
trama ed ordito d'animo
che ottundere ti fa.
Nulla è più chiaro alfine.
Sembra un pietoso velo
steso fra petali e germogli.
Sembra un innesto ambito
dalle promesse in fior.
Sembra...
Pensieri e riluttanze,
parole e tradimenti,
sono in realtà elargiti.
Dolore e tristezza segue
l'istante di pura gioia.
Il cuore inaridisce,
lo stamaco contrae,
la rabbia da impotente
pervade nelle membra...
L'amor, mia cara gemma,
brama di futura vita,
ha, fra i fervori umani,
sentor di ipocrisia.
Ben lungi da' silvestri pregi
che verso infiniti spazi
con imperiosa forza
creano colori e vita.
I più potenti umani
soccombon sterminati
di fronte allo splendore
del dolce sentimento
che è... o non è... chiamato amore.
Possan le mie parole
vietarti in assoluto,
di pensar: giammai non sia,
che la virtude umana,
là de la silvestre vita,
sia, di più, ambita.
rosario bizioli - 14/15 giugno 96
tratto da: "Ma è proprio un sogno!"