L'arte di mostrare porte
Ogni racconto conserva immagini, profumi, frammenti di vita che nessuno, al di fuori di me, potrà comprendere davvero. Cerco sempre di restituire quelle sensazioni, quegli stati d’animo, ma — come ricordava Socrate — scrivere significa anche incatenare un pensiero, sottrarlo al suo naturale movimento, interrompere la sua evoluzione.
Per questo non pretendo che i miei racconti vengano letti o apprezzati: nella mente di ciascuno nascerà una realtà diversa, forse più fantastica di quella che ho vissuto io.
Credo che il compito di chi scrive, di chi insegna, di ogni essere che attraversa il mondo, sia quello di mostrare quante più porte possibili, ognuna con il proprio universo. Sta a chi legge, impara o ascolta decidere se varcarle. Non importa la scelta: ciò che conta è che quella porta sia visibile, che esista la possibilità di attraversarla.