La caverna - Gli occhi dell'anima
About the Book
Quanto dista l'ossessione dal delirio?Chiuso nel silenzio dei suoi libri e consumato da un’inquietudine strisciante, un ragazzo al passo con gli ultimi esami di scuola vede il proprio mondo incrinarsi all'ombra di un dubbio intollerabile. Un'assenza inaspettata, un sospetto che prende forma nell'ombra e la percezione di un tradimento diventano il catalizzatore di una discesa senza ritorno.
Tra i sentieri solitari nei boschi e il buio viscerale di una caverna rimasta celata per secoli, una giovane mente si trasforma in un labirinto di rabbia e vendetta. Lì, dove la luce della ragione non può penetrare e la roccia trasuda segreti antichi, si prepara il palcoscenico per una resa dei conti spietata.
Con un ritmo serrato e un'atmosfera d'ispirazione chiaramente edgarallanpoiana, La caverna è un viaggio cupo e viscerale nei recessi della paranoia. Un racconto sul peso dei sospetti, sulla fragilità dell'anima e su ciò che accade quando l'abisso smette di essere solo una metafora e diventa una prigione di pietra.
La caverna è un viaggio psicologico disturbante e poetico, un horror dell’interiorità che affonda le radici nella colpa, nella punizione e nella fragilità umana.
Un racconto che non cerca di spaventare con mostri, ma con ciò che ogni uomo porta dentro di sé.
«Non c'è buio più profondo di quello che alimentiamo dentro di noi.» (E.A. Poe)
Note dell'autore
Provo un particolare affetto per questo racconto, che segna la fine del mio periodo liceale. Iniziai a scriverlo già durante i primi giorni degli esami di maturità, e vi assicuro che la frustrazione narrata è molto simile a quella realmente provata in quei momenti.
Volevo assolutamente concluderlo prima del responso finale e ricordo di aver passato più notti sveglio a scrivere piuttosto che a studiare. Sentivo che doveva essere terminato prima che la Maledizione si compisse.
Una curiosità: mentre lo scrivevo non avevo la minima idea di come il racconto si sarebbe evoluto.
Ho custodito questa storia per oltre trent’anni, nascosta in un vecchio faldone zeppo di idee incompiute, perché sentivo che andava protetta.
Oggi, rileggendola, mi sono accorto che le braci che credevo estinte sotto la cenere erano ancora lì, pronte ad ardere nuovamente. È bastato un soffio e il racconto ha ripreso vita.
Dietro le quinte
Genesi dell'opera - Brescia 10 settembre - 25 ottobre 1990
Note sui nomi e sui luoghi - Se qualcuno se lo domandasse, quella grotta esiste veramente ed è stata realmente la meta di quella famosa scampagnata che avrebbe dovuto concludere il periodo degli studi. È un ambiente ampio, pieno di cunicoli e sì... al suo interno è presente anche un piccolo pozzo che, quando ero ragazzo, aveva stuzzicato più volte la mia fantasia.
Dal Manoscritto Originale
“Mentre la fiamma della candela vacilla, giurerei di aver visto un’ombra muoversi alle mie spalle. Forse è soltanto la mia follia. O forse… ”